Il Re di Corfù

Titolo originale dell'opera "der Koenig von Korfu"

La vita dell'avo, il Maresciallo Johann Matthias von der Schulenburg (1661-1747) , è stato sicuramente un modello per il giovane Gebhad Werner von der Schulenburg il quale, alla fine del 1800, come tutti i rampolli di quella famiglia di antica nobiltà, veniva indirizzato alla vita militare accompagnato da un libricino edito nel 1796, il "Portefeuille des Honnêtes Gens o pensieri morali, politici e divertenti del Conte di Schulenburg". Scoprirà presto di non essere destinato alla carriera militare ma terrà sempre presenti i pensieri del Maresciallo e come l'avo coltiverà la passione per l'arte e la diplomazia.
L'idea di realizzare un'opera biografica del Maresciallo nasce presto in Werner ma dovrà attendere fino agli anni '40 per poter avere l'occasione di fare accurate ricerche in archivi italiani, in un periodo in cui non era facile né avere informazioni da fonti lontane né tanto meno viaggiare. Durante i suoi periodi di soggiorno in Italia, gli vengono sempre più spesso chieste notizie sull'avo ma Schulenburg non riesce ad essere esauriente; a parte le informazioni già note, altre sono state tramandate oralmente in famiglia, alcune sono estraibili dagli scritti da e al Maresciallo mentre altre ancora si trovano sicuramente nascoste in vari documenti raccolti in archivi pubblici e privati. Incuriosito sempre di più, Schulenburg inizia una ricerca sul personaggio e nel '42 scrive per una rivista tedesca un articolo biografico su Johann Matthias von der Schulenburg che poi comparirà due anni più tardi, con leggere variazioni nella traduzione, sul Gazzettino di Venezia. Werner a gennaio del '44 dunque, soggiorna nella città sul destino della quale il suo avo ha tanto inciso. Visita a fondo i luoghi che saranno lo scenario del suo romanzo, respira a pieni polmoni la vita lagunare intrattenendosi con le genti tra le calli, s'ispira dinanzi al monumento funebre dell'eroe, discute a lungo con gli storici e nei migliori salotti veneziani s'intrattiene con artisti e patrizi; molti hanno qualche piccola informazione o qualche interessante aneddoto da offrire. Passa giornate intere in archivi privati di Venezia e Verona dove, sulla base di antichi documenti riesce anche a localizzare la statua del Feldmaresciallo che, lasciata senza scritte identificative era rimasta dimenticata nella città scaligera (statua che poi troverà una degna cornice nel 2003). Nella primavera del 1944, all'Hotel Danieli di Venezia, inizia dunque la stesura di quello che sarà un romanzo storico-biografico pieno di fatti realmente accaduti e personaggi realmente esistiti magistralmente impiegati come tasselli di un mosaico per mettere in scena una serie di avvenimenti storici di estrema importanza per l'Italia, l'Europa e la cristianità tutta.
A fine primavera del 1950 a Lindau-Schachen (Germania), nel castelletto di Schachen, Schulenburg conclude il suo romanzo migliore con la parola che forse meglio rappresenta la grandezza dell'eroe del settecento veneziano: Monsignore.
Il libro esce lo stesso anno nella sua prima edizione attraverso Georg Westermann Verlag alla quale seguiranno tante altre riedizioni, anche postume, tutte di grande successo. Già nel 1954 l'editore Westermann aveva auspicato una versione rielaborata e ridotta da destinarsi agli editori esteri. Il romanzo era ovviamente molto interessante ma, con le sue quasi 900 pagine, era troppo voluminoso anche in previsione dei costi di traduzione. Schulenburg però, già avanti negli anni e cagionevole di salute, ritenne primario l'impiego del suo tempo nello sviluppo di nuovi argomenti e nella stesura delle sue memorie (che non fece in tempo a terminare in quanto morì nel '58). Nonostante ciò ebbe modo di discuterne più volte con la sua giovane collaboratrice e consorte Isa von der Schulenburg ed espresse chiaramente i dettagli su un'eventuale riduzione dell'opera, pochi cambiamenti ed una minima correzione della personalità della contessa Angiolina della Torre Mocenigo, figura emergente tra le amiche del Maresciallo. La nuova versione, ridotta a circa 600 pagine è ora pronta e ne è stata anche ricavata una versione italiana ancora inedita di cui offriamo parte del primo capitolo.

L'opera è stata oggetto di ricerca di tesi universitaria in Italia e all'estero.